Artista della Settimana: Francesco del Prete

Il suono del violino confonde i generi, sparpaglia i gusti e rende quasi irriconoscibile gli stili e inconoscibile il risultato musicale.

E’ l’arte della fusione a rendere “Corpi d’Arco” un disco che sa molto di arte contemporanea e poco di pop culture.

Ma nelle intenzioni del suo autore, molto probabilmente, brani come “Zenzero e Cannella”, “Il Graffio” o “La Corsa del Cavallo a Dondolo” sono semplici composizioni realizzate senza nessuna gabbia stilistica; se al posto della sovraincisioni di violino ci fossero gli strumenti tradizionali “Corpi d’Arco” sarebbe un disco pop-funk (‘Respiro Elettrico’, ‘Au Metro’) con innesti jazz (‘Bungee Jumping’) e tradizionali (‘Sogna Fiore Mio’).

Ma il piccolo strumento ad arco copre tutto lo spettro armonico e melodico, lo sentiamo fare il basso, le percussioni, la chitarra distorta o con wah-wah; un modo unico per rendere la tecnica qualcosa di caldo, non più un gelido monolite rigido in mano a maestri di orchestra alle prese con i classici della classica.

Di seguito il video live de “Il Graffio”:

 

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