Artista della Settimana: Marco Achtner

L’Ultima Volta” è il primo disco di inediti di Marco Achtner, scritti con in testa l’elettro house e le storie d’amore.

Ma l’approccio di Marco alla scrittura è molto simile a quello dei cantautori, dove ogni parola è scelta con cura, per far in modo che si appoggi perfettamente agli accordi e alla melodia che le sostiene.
Nella musica dance questo sembrerebbe molto più semplice, e in parte lo è grazie alle pulsazioni regolari della cassa in quattro, ma allo stesso tempo il rischio è quello di spezzare questo ritmo inserendo troppe parole e quindi appiattire il tutto.

Achtner fa una scelta, quella di mantenere predominante il ruolo principe della EDM – quello di far ballare – dando al testo un ruolo di supporto fondamentale come se le parole gli fossero uscite sulla dancefloor e non in studio di registrazione.

Capo Verde” è così, semplice, senza trucchi per stupire, ma bella che la ascolti fino alla fine, anche senza ballare.

Lo stupore però arriva alla seconda traccia quando appare “Canzoni di Merda”, ed ecco il prefetto bilanciamento di cui sopra si inverte clamorosamente: qui sono le parole a dettare il ritmo mentre è la drum machine a fare da supporto.
Scrivevamo sui nostri diari/Ci facevamo di crack finanziari”, con questo inizio è praticamente impossibile non rimanere incollati al brano, così quando continua con “Spenderò tutti i miei soldi per vederti morto” o con “Piangerò ad ogni tuo orgasmo/Riderò ad ogni tuo spasmo” siamo già diventati fan.
Canzoni di Merda” è l’unico brano non completamente scritto da Marco Achtner, è di una band chiamata Poison Cookies alla quale il Nostro ha dato un tocco di eleganza stando attento a non finire nella dubstep.

La successiva “L’Ultima Volta” è una versione differente di “Capo Verde”; “L’Ho Già Capito” è il giusto brano cuscinetto e “Tutta Bagnata” può essere benissimo descritta dal suo testo: “Ho scritto una canzone/in stile tormentone/Con il ritmo che poi sale/E fa dimenticare”.

La chiusura dell’EP è stata affidata a “In Ginocchio Da Te”, un titolo che sembra esser preso in prestito dagli urlatori degli anni ’60, ma in realtà è un elenco di cose che si perdono a causa dell’amore: “I rigori di Champions/Il secondo tempo/La cena delle elementari/Quattro pranzi/Tre esami/Lo so non mi ami però pure i supplementari/Le nozze d’argento dei miei genitori per farti portare a ballare/La volata finale del giro d’Italia perché non potevi aspettare”.

Achtner è un cantautore, anche dotato, ma sicuramente è un produttore e compositore di musica elettro house: ossia  un danceautore?

Marco Achtner – “Capo Verde”

 

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