Brano della Settimana: “Poco Poco”, Tony Canto

Tony_CantoDa quando Vinicio Capossela ha sdoganato a livello nazionale il genere rebetiko è più semplice individuare i piccoli tasselli greci nella musica occidentale, come avviene per il blues o per il tango.

Tony Canto usa una piccola parte di questo tessuto ritmico-melodico, dandogli due compagni di avventura: una ritmica rallentata proveniente dalla polka e uno strascico di reggae.
Poco Poco” è quindi un nuovo classico, posizionabile a proprio piacimento nella timeline della musica popolare.

 

Tradisce una leggera modernità nel testo, nel quale si evince il vissuto in un periodo di scollamento delle classi sociali dove ci sono coloro che dormono in dieci in una stanza e che non si accontenta mai abbastanza.
O quello che ama la moneta e la raccatta. Tempi dove dovremmo (cercare) di vivere con poco, o meglio; costretti a vivere con poco, e di quel poco accontentarsi. Temi contemporanei italici.

Canto riesce quindi a convincerci che anche l’alba (il sole ‘sorge sempre, da sempre. E non è cosa da poco’) deve essere rivalutato come un momento di nuova vita più che il continuo della precedente: tutto questo per evadere, con poco.

L’evasione della musica di Tony però ha una funzione anche più immediata del testo, un brano così perfetto nella sua semplicità, radicale come il concetto espresso.
Una canzone che potrebbe stare in braccio a Manu Chao come a Mannarino, e se pensate che Tony abbia copiato dall’Alessandro romano (nella foto insieme), sappiate che Canto è il produttore artistico sia de “Il Bar della Rabbia” sia di “Super Santos”.

Ma anche di Pilar, di Patrizia Laquidara, oltre ad aver collaborato con Mario Venuti, Bungaro, Matteo Beccucci e Joe Barbieri.
Poco poco.

Di seguito il video di “Poco Poco

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