Google AdWords: 5 consigli su come settare campagne efficaci

Abbiamo parlato spesso di social media marketing, ossia di quella disciplina principalmente a budget 0, che permette di veicolare il brand/band o di stimolare la vendita di un disco.
Adesso ci spostiamo nella sezione ‘pro’, ossia nel campo più specifico, dedicato a coloro che riescono a gestire un tetto economico, magari togliendo dai costi delle registrazioni per inserire una somma alla voce marketing.

Così, mentre la scorsa volta abbiamo visto come migliorare la pubblicità su Facebook, oggi parliamo di AdWords, lo strumento adv di Google.
E lo facciamo con un intervento ‘esclusivo’ di Andrea Camuto, Web Marketing Specialist di Believe Digital al quale abbiamo chiesto come gli artisti debbano utilizzare questo prodigioso strumento.

1. Cosa è AdWords.
Google Adwords è la piattaforma pubblicitaria di Google che consente di pubblicare annunci in vari formati (testo, immagini e video) sia sulle pagine dei risultati di ricerca che sui siti partner di Google.
Il sistema consente sostanzialmente due opzioni (con un alto grado di personalizzazione), consentendo di raggiungere i navigatori realmente interessati attraverso:

•    targeting per parole chiave: gli annunci vengono visualizzati per le parole chiave scelte, sia se ricercate su Google che sui siti partner con contenuti attinenti
•    targeting per posizionamento: gli annunci vengono visualizzati sui siti partner in base alle impostazioni della campagna

2. Gli annunci
Google consente di pubblicare diversi tipo di annunci: testuali, immagini e video.
Quello che possiamo consigliare è creare annunci molto attinenti con quello che l’utente troverà sul sito (in modo da aver un buon ‘quality score’), ma che nel contempo siano attraenti per gli utenti. Considerate sempre che gli annunci che andranno nelle pagine di ricerca saranno meramente testuali, mentre avranno risultati migliori i banner (immagini o video) per le campagne display, ovvero direttametne sui siti specifici e di settore.

3. Il prezzo
Google utilizza tre modelli per pagare la propria pubblicità:

•    CPM – Costo per Mille Impression: il costo è determinato dalle sole visualizzazioni dell’annuncio, pagando ogni mille visualizzazioni.
•    CPC – Costo per Clic: il costo è determinato dal numero di clic che riceve l’annuncio.
•    CPA – Costo per Azione: il costo è determinato dalla conversion, ovvero quando l’utente compie l’azione desiderata (è un modello da poco introdotto ed utilizzabile solo per determinate tipologie di campagne).

Il prezzo è stabilito attraverso un sistema ad asta: c’è un importo minimo di partenza e l’inserzionista imposta l’importo massimo che è disposto a pagare.
AdWords confronta tutte le offerte e stabilisce gli importi che gli inserzionisti dovranno pagare per far si che il proprio annuncio sia visibile in una determinata posizione, questa viene determinata da due fattori: il prezzo impostato ed il punteggio di qualità che Google attribuisce – Quality Score* – che inficia sia sul prezzo finale che sulla posizione.

*Google non da molte informazioni sul funzionamento, ma possiamo affermare che viene attribuito in base alla pertinenza tra annunci e sito di destinazione, oltre allo storico della campagna (più è il traffico generato, migliore sarà il QS).

4. Il budget
La prima cosa da considerare per decidere il budget da destinare è il valore delle parole chiave da scegliere. Semplificando, il valore della keyword “musica” sarà molto alto, mentre si abbasserà per “musica folk”, e si abbasserà ancora per “musica folk Sicilia”.
Il consiglio è quello di utilizzare keyword molto dettagliate per contenere i costi.
Tutto questo è strettamente correlato con la competizione sull’acquisto delle suddette parole chiave (essendo un’asta, maggiore sarà la concorrenza, maggiore sarà il costo).
Tenete sempre presente che :

•    Quelle di Google sono solo stime di offerte e che danno solo un’indicazione di quella che sarà la spesa da sostenere
•    Il traffico è soggetto a stagionalità o a fattori non prevedibili

Durante la fase di creazione della campagna bisogna aver chiari in mente alcuni punti, tutti correlati a quanto siamo disposti a spendere:

•    Obiettivi: bisogna aver chiaro che azione vogliamo l’utente compia. Nello specifico, potrebbero essere dal semplice atterraggio sul nostro sito (ma lo sconsigliamo), all’iscrizione alla newsletter, alla vendita del brano su iTunes. In ogni caso è necessario chiarirli bene ex ante in modo da tarare al meglio le campagne.
•    Budget: è fondamentale impostare un budget, che dipenderà chiaramente dall’obiettivo che vogliamo raggiungere, ma anche dalla competizione per quella determinata categoria merceologica.
•    Tempo: è anche importante stabile il tempo in cui si vuole raggiungere gli obiettivi.

Anche questi sono strettamente correlati al budget a disposizione, per cui: con budget ridotti è preferibile concentrare la campagna in un periodo molto breve.

5. I risultati
Il più grande vantaggio delle campagne CPC è la possibilità di sapere, in modo abbastanza puntuale ed istantaneo, l’efficacia delle campagne pubblicitarie, e quindi il proprio ritorno d’investimento (ROI).
Quello che consigliamo è di legare il proprio account di Adwords con Google Analytics, che consente di avere informazioni sulla tipologia di traffico generato dalle proprie campagne e di ottimizzare le stesse al meglio, in modo da avere risultati via via migliori.

Ultimo consiglio
Non è possibile stabilire a priori quanti clic si riceveranno. Di conseguenza consigliamo di impostare budget molto bassi, modo da non avere sorprese, di monitorare l’andamento quotidianamente e di aumentarlo pian piano, in modo da assicurarsi che la spesa sia sostenibile e che non stiamo buttando via i nostri soldi!

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1 Risposta a “Google AdWords: 5 consigli su come settare campagne efficaci”

  1. gold account says:

    – Costo per GPR’s (gross raiting point) il gpr’s è il rapporto percentuale dei contatti lordi ottenibili da un mezzo sul target mirato ed è dato in particolar modo dalla frequenza media, ossia in numero di volte che in media la campagna pubblicitaria è stata vista dalle persone contattate (quindi contatti lordi suddiviso i contatti netti) moltiplicata per la copertura netta, ossia il rapporto tra i contatti netti divisi per il target mirato, quindi il gpr’s in sostanza alla fine è dato da contatti lordi suddivisi per il target mirato ed il costo per gpr’s è il risultato dell’investimento pubblicitario, suddiviso per il costo per gpr’s.