Merchandising: dare forma all’industria musicale

Quando parliamo di Social Music ci concentriamo quasi esclusivamente sulla promozione/monetizzazione sul web.
Ma l’intera disciplina che regola il ‘DIY 2.0’, il ‘fai da te digitale’, comprende molte parti a se stanti che, unite sapientemente, possono regalarvi grandissime soddisfazioni in termini di visualizzazioni, ascolti, acquisti e guadagni.
Uno dei punti fondamentali di questa alchimia imprenditoriale è il merchandising.
Oggi ospitiamo il contributo di Natalie Burg di Concentrate (un giornale online specializzato in nuovi business e stili di vita).

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Sappiamo che l’età dell’informazione ha cambiato per sempre l’industria musicale; chiunque ascolti musica sa che i download digitali sono la nuova norma, e se avete un minimo interesse nell’industria discografica, saprete che questa nuova direzione ha prodotto una nuova generazione di artisti indipendenti che si basano sul web si confrontano direttamente con il pubblico invece che con un rappresentante dell’etichetta.

Per la prima volta, quindi, non è più la discografica a condurre le danze, ma direttamente l’artista, e uno dei collegamenti più diretti con il pubblico è proprio il merchandising.

“Quando tutto il sistema musicale è leggermente collassato, le band hanno iniziato a contattare il proprio pubblico direttamente” spiega Sean Hurley della start-up Whiplash “Vendere digitalmente è il modo con il quale piazzi la tua musica, ma se hai anche poster o magliette come fai a farle diventare un valore aggiunto per i tuoi fan?”

La domanda è legittima. Dopo tutto si possono generare buone entrate organizzando un buon tavolo del merchandising, eppure non è una delle priorità di un artista.
Per merchandising, però, non si intende soltanto le magliette o i cappellini; esistono molte forme di ‘gadgettistica’ che un’azienda può sviluppare come servizi e un artista utilizzare per fidelizzare i fan, come ad esempio una nuova scatola per spedire i vinili e preservarli durante il trasporto, oppure un software che permetta l’integrazione dell’e-commerce sul proprio sito e renda disponibili i vostri prodotti a chiunque.

Dal punto di vista dell’artista “tutto il panorama delle vendite online è cambiato completamente” conclude Sean Hurley “Ed è una cosa relativamente nuova e sia noi sia gli artisti devono far parte di questo nuovo tipo di commercio”.

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Dal punto di vista imprenditoriale la vendita online, se siete su Zimbalam, è coperta a livello internazionale e sui principali store digitali.
La vostra reputazione online, se avete seguito i nostri consigli di social music, è sicuramente cresciuta nel tempo.
La vostra attività live inizia a prendere posto nelle agende dei direttori artistici.
Non vi manca che organizzare un bel tavolo e una ragazza in gamba che gestisca il tutto (perché ragazza? Perché, purtroppo, il mondo musicale è ancora a maggioranza maschile).

Articolo tradotto e adattato da Fabrizio Galassi
Link al post originale: ConcentrateMedia

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