Music Business: la pratica porta alla perfezione, ma la promozione porta al successo

Quanto tempo una band deve passare in sala prove e quanto alla ricerca di una data; è il caso di contattare promoter? Ma quanto costa? Quale è il suo ruolo?

Oggi ospitiamo il contributo di Lance Tobin, un imprenditore che gestisce un ufficio di commercialisti (tac account) per musicisti e un’agenzia di promozione indipendente.

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Una delle relazioni più vantaggiose che un artista può avere è quella con un promoter. A livello prettamente locale c’è un piccolo mistero su quello che effettivamente un promoter faccia.
“Davvero promuove? Non dovrebbe essere in grado di coinvolgere più persone possibile mentre io butto tutto quello che ho nella musica?”.
Queste domande potrebbero avere un senso nell’immediato, ma a lungo termine non fanno altro che danneggiare l’artista.

La risposta quindi è: certo che i promoter promuovono. Ma ci sono molti livelli in cui avviene, a seconda della band e delle aspettative.
Prendiamo un gruppo conosciuto in tutto il paese, oppure una cover band regionale: hanno un forte richiamo e promuovere un loro spettacolo significa investire in pubblicità, passaggi radio e altro. Se hanno una fan base molto forte non importa ‘dove’ o ‘come’ viene fatto advertising; sia che leggono la notizia su un post su Facebook o su un flyer andranno comunque al concerto.

A livello locale la storia è differente. Spesso le band di questa fascia si stanno ancora costruendo il proprio seguito, sono completamente concentrati sulla musica e prima di un concerto passano il 99% del loro tempo a fare le prove. Certo, la pratica e progettare un perfetto show sono cose fondamentali, ma si dice: “Se un albero cade in una foresta ma nessuno è lì ad ascoltare, che suono emette?”. Possiamo utilizzare la stessa parafrasi per un concerto: “Se una band suona un set perfetto ma le uniche persone ad ascoltare sono i baristi del locale, che concerto è?”. E’ come se aveste spostato le prove dalla saletta al palco: non apporta nulla alla vostra band.

Spesso chi assiste agli show di band locali sono amici, familiari, compagni di classe o colleghi di lavoro, ed è qui che molti artisti hanno iniziato. A questo livello è molto più facile e veloce arrivare a queste persone perché siete voi a conoscerle meglio e sapere come coinvolgerle. Non c’è nessun tipo di beneficio a fare la stessa pubblicità di un nome nazionale; per un promoter la cosa più efficace è quella di ridimensionare il tipo di promozione facendo flyer e volantinaggio.

Il promoter guadagna da una percentuale sui biglietti venduti, a volte anche da quella del bar (se è fortunato). Di solito viene utilizzato questo tipo di divisione: 80% alla band, 20% i promoter. A questo punto c’è un’altra domanda molto ricorrente: “Perché il promoter prende una percentuale se io ho fatto tutto il lavoro per portare pubblico?”.
Dovete pensare a un ritorno dell’investimento: il loro lavoro è quello di prendere un locale e darvi la possibilità di organizzare un concerto per i vostri fan. L’affitto va comunque pagato, sia se il concerto è andato bene sia se è stato un fallimento; in questo senso il promoter si prende una parte del rischio.
Se il concerto è un flop la band non è responsabile delle spese, mentre è un colpo finanziario per il promoter che rischia di farsi un brutto nome nell’ambiente, non essere in grado di pagare gli anticipi e il conto finale. In questi termini il 20% è una giusta percentuale. Il promoter di successo sceglie quelle band con meno rischio ed è sicuro di quale siano le strategie migliori per espandere la fan base; sappiate che tutti gli artisti devono partire da qualcosa e che i promoter, ogni tanto, devono scommettere su nuove band.

Se anche gli artisti partecipano alla sponsorizzazione di un concerto non fanno altro che costruire un solido rapporto con il proprio promoter. Sappiate che anche le band ‘famose’ devono riuscire a fare il tutto esaurito, questo perché molto spesso esiste un bonus per gli artisti che riescono a vendere tutti i biglietti, quindi per loro è importante costruire un cartellone con band famose a livello locale per attirare ancora più persone. Per l’headliner è un buon modo per guadagnare più soldi, per la band locale per guadagnare più pubblico.

Nel nuovo business musicale gli artisti hanno una vera opportunità per espandere il proprio pubblico. Prima riescono a conoscere i propri fan e a raggiungerli nel modo giusto, prima avranno la possibilità di fare il musicista di mestiere. Promuovere un concerto deve quindi essere un lavoro di gruppo, tra i musicisti e il promoter: a livello locale la band avrà comunque più influenza nel riuscire a portare pubblico in sala.

Cercate di conoscere i promoter e di diventarci amici, mostrate loro che siete in grado di fare un buon lavoro, in questa maniera il sogno di lavorare come musicista a tempo pieno diventerà più tangibile.

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Tradotto e adattato da Fabrizio Galassi

Link all’articolo originale: http://www.hypebot.com/hypebot/2012/07/the-role-of-the-local-promoter-vs-the-local-band.html

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3 Risposte a “Music Business: la pratica porta alla perfezione, ma la promozione porta al successo”

  1. Roberto says:

    ….è un bel film! Peccato che in Italia funziona sempre con “il……..chi ti manda”!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. silver price says:

    Quanto tempo una band deve passare in sala prove e quanto alla ricerca di una data; è il caso di contattare promoter? Ma quanto costa? Quale è il suo ruolo?

  3. fabrizio.galassi says:

    Il tempo in sala prove è necessario per eseguire un ottimo live.
    Ma poi cercare una data è necesario per darsi una scadenza: entro quel giorno dobbiamo avere un ottimo live.
    I promoter conviene contattargli quando la band ha già iniziato a suonare e ci sono i primi riscontri di pubblico.
    Di solito il promoter lavora sula percentuale dei biglietti.
    Il promoter ha il compito di farvi suonare e crescere artisticamente.