Music Business: Pietro Fuccio di DNA Concerti.

Cat Power, Wilco, Bon Iver, ma anche gli italiani più esplosivi come BSBE, Beatrice Antolini, Colapesce e I Cani.
Questo è solo una piccola parte del roster di DNA Concerti, indubbiamente una delle agenzie più importanti d’Italia nel settore del booking.

L’approccio vincente trasmesso da Pietro Fuccio, l’uomo che DNA l’ha creata, è quello di mantenere sempre presente il concetto di live e alimentare costantemente la passione per questo lavoro.

“Le band che ci piacciono? Quelle che non solo siano in grado di stare sul palco, ma abbiano anche ‘senso’” ci spiega Pietro “Nel caso di gruppi locali o emergenti, anche senza una grossa diffusione a livello di media, noi possiamo intervenire valorizzando l’artista, aiutandolo a creare il proprio pubblico dandogli gli strumenti per realizzare un ottimo concerto”.

Quale atteggiamento deve avere una band per lavorare con voi?
“L’atteggiamento giusto non è quello che hanno con noi ma con quello che fanno: se hanno idee chiare e non si danno traguardi irrealizzabili va bene.
Noi dobbiamo cercare di capire cosa vogliono, entrare in empatia e adattare il nostro modo di lavorare.
Ci troviamo benissimo con quadri psicologici molto differenti fra loro, l’artista ideale ha il suo modo di essere piacevole e lavorare insieme… se non rompe le scatole è già un bel passo avanti!”.

Date anche consigli su come impostare il tipo di lavoro?
“Cerchiamo di evitare perché spesso rischi di sconfinare nel campo del manager; c’è anche da dire che gli artisti emergenti non hanno un management, e se ce l’hanno, spesso non è capace”.

Che tipo di investimenti fate una volta avete scelto l’artista?
“La triste verità è che puoi fare ben poco.
Puoi inserirlo negli slot di apertura a gruppi famosi, sponsorizzare i concerti, ma l’artista deve avere già una struttura con la quale ha previsto una promozione.
Ti faccio un esempio: decidiamo di fare pubblicità su un tuo concerto, acquistiamo 7000 manifesti e tappezziamo Roma, tutti sapranno che suoni, ma nessuno realmente sa chi sei. Per questo le radio sono fondamentali”.

Cosa può fare una band locale per aprire i concerti di gruppi famosi?
“Seminare abbastanza da obbligarmi a contattarlo direttamente.
Il 10 ottobre facciamo i Wilco a Padova, se trovo un gruppo che ci sta benissimo in apertura lo chiamo.
Ma lavorare con le agenzie straniere, che su molti aspetti sono meglio di noi, lato supporter sono molto carenti; fino a poche settimane prima spesso non sai se il gruppo si porta l’apertura oppure no, quindi devi provvedere tu ma con pochissimo preavviso.
Un punto fondamentale, da non sottovalutare, è che allo spettatore medio il gruppo spalla non interessa affatto”.

Però i gruppi spalla possono portare pubblico.
“Se hai bisogno di questo vuol dire che hai sbagliato qualcosa. Però può succedere”.

Quali sono le band che vi hanno dato più soddisfazione?
“Sono domande delle quali hai sempre paura perché rischi di non nominare artisti importanti… Diciamo che i Verdena ci hanno dato molta soddisfazione, sono bravissimi sia sul palco che fuori e hanno un ottimo staff.
I BSBE hanno uno show pazzesco, e c’è da dire che praticamente prima non esisteva, sono letteralmente esplosi! Questo ci fa sperare perché vuol dire che la magia continua ad accadere.
Benissimo anche con Bugo, Beatrice Antolini e i Giardini di Mirò, la prima band che ho fatto quando ho iniziato questo lavoro”.

E quelli che vi hanno dato più problemi?
“Puoi tranquillamente scrivere Blixa Bargeld e Bonnie Prince Billy. Sono due persone che non hanno un minimo rispetto del prossimo. Non mi interessa assolutamente lavorare con artisti del genere”.

Parliamo invece del vostro programma per l’autunno.
“Ti voglio presentare un fenomeno: Luca Sapio.
Devi fidarvi di me e andare a vederlo dal vivo.
Ha fatto un disco mostruoso, tra l’altro realizzato in una maniera geniale: è riuscito a coinvolgere Thomas “TNT” Brenneck (che ha prodotto dischi per Cee-lo Green, Mary J. Blige, D’Angelo, Mark Ronson, Santogold, St. Vincent, Aloe Blacc, The Kaiser Chiefs, nda) e farsi fare un disco che oggi pochi americani saprebbero fare meglio.
E’ un album soul/rhythm & blues e la cosa più bella è che non scimmiotta o copia, è la sua musica con la tradizione e il suo rigore ma con idee molto innovative.
Dal vivo è ancora meglio, il suo concerto me lo vedrei tutti i giorni.
Te pensa che abbiamo dei piccoli problemi con i promoter locali, c’è un po’ di diffidenza nei confronti del genere che non prendono in considerazione perché non è di moda, poi magari hanno in casa 4 dischi di Adele e di Amy Winehouse… Purtroppo continua ad esserci molta ignoranza in materia”.

Questo una parte del programma autunnale di DNA Concerti:

WILCO
10 ottobre 2012 Padova – Teatro Geox
11 ottobre 2012 Firenze – Obihall
12 ottobre 2012 Torino – Teatro della Concordia

BON IVER
30 ottobre 2012 Milano – Alcatraz (+ THE STAVES)

BAT FOR LASHES
19 novembre 2012 MILANO – ALCATRAZ

CAT POWER
03 dicembre 2012 Milano – Alcatraz
04 dicembre 2012 Bologna – Estragon

BUD SPENCER BLUES EXPLOSION
15 settembre 2012 Pistoia – PUF
05 ottobre 2012 Bologna – Locomotiv Club + sakee sed
06 ottobre 2012 Arezzo – karemaski
12 ottobre 2012 Roma – angelo mai
13 ottobre 2012 Perugia – afterlife
19 ottobre 2012 Torino – Hiroshima Mon Amour + Sakee Sed
20 ottobre 2012 Conegliano Veneto (TV) – Apartamento Hoffman
27 ottobre 2012 Mezzago (MB) – Bloom + Sakee Sed

 

DNA Concerti sul web:

 

 

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1 Risposta a “Music Business: Pietro Fuccio di DNA Concerti.”

  1. Simone MONÈ says:

    mi piacerebbe capire se sono in grado di stare in una struttura come la vostra e poter collaborare. Sono un cantautore fiorentino ‘ MONÈ’ ho un Po di brani depositati in siae. Un paio di album autoprodotti e un Po di concerti fatti a giro per la toscana. Su my space monè(nella foto ho le cuffie) ci sono 13 brani miei, per capire un Po il genere. Qualcosa su you tube. Grazie per l’attenzione, spero in un vostro contatto. Un saluto