Talent Scout di Kataweb intervista Luca Stante, direttore del team italiano di Zimbalam

stante_01Talent Scout, canale di Kataweb Musica dedicato ai gruppi emergent (lo trovate all’indirizzo http://canali.kataweb.it/kataweb-talentscout/), ha incontrato Luca Stante, direttore del team italiano di Zimbalam.

Di seguito vi riportiamo l’intervista realizzata da Fabrizio Galassi.

Mentre le auto produzioni stanno crescendo, sia in qualità sia in numero, il mondo discografico non sembra essersi allineato al nuovo smottamento musicale che sta creando il fai da te.  Fino a qualche anno fa il ‘do it yourself’ era sinonimo di scarsa qualità, adesso il mondo della demo (e lo sappiamo bene con Talent Scout) si è praticamente allineato a quello mainstream con l’unico problema, forse quello più importante, della necessità di un megafono. Chi ci pensa a raccogliere i migliori autori, toglierli dalle cantine e mettergli in mano una concreta possibilità di carriera?

Le major stanno somatizzando la crisi sperando di far cassa con Facchinetti&DeFilippi, le indies stanno aumentando capitali ma non hanno ancora la possibilità di allargare considerevolmente il proprio roster, così casca a fagiolo l’idea di Zimbalam. Ossia quella di realizzare un’etichetta ‘liquida’ (che lavora esclusivamente in ambito digitale) aperta a tutti colori che sono sprovvisti di contratto discografico; e non è finita, voi avrete il 90% delle royalties e non sarete in esclusiva.

In cambio Zimbalam distribuirà i vostri brani su iTunes, eMusic, AmazonMP3, Napster, Rhapsody e sui servizi mobili Nokia Music Store, 3, Vodafone Live!

L’idea è venuta in mente ai francesi che hanno ben pensato di utilizzare il quasi infinito mondo delle autoproduzioni per cercare nuovi talenti (nonché trovare alternative alle imposizioni di mercato) e monetizzare il tutto (ma anche renderlo più professionale).

In Italia il primo a capire l’importanza di tutto ciò è stato Luca Stante, già alla guida di Believe – distributore liquido di artisti con contratto – diventato il direttore del team italiano di Zimbalam: “Nel 2008 come Believe abbiamo ricevuto 55.000 richieste di artisti senza contratto, molti di questi meritavano una distribuzione. Questi artisti costituiscono per noi una fonte preziosa su cui investire”, un discorso ufficiale più da impresario di altri tempi che non da manager di una discografica.

Così abbiamo deciso di sentire di persona il ‘nuovo’ discografico, nuovo anche dal prefisso telefonico: non più l’abusato 02 dove risiede tutto l’industria musicale, neanche il morente 06, bensì il clamoroso 0931, cioè Siracusa.

“Dopo aver lasciato la sede milanese della Warner” ci spiega Luca Stante “Avevo deciso di provare a lavorare a casa mia, così ho fondato qui la Believe, l’ho personalizzata con una piccola struttura ma incredibilmente efficiente, siamo cresciuti molto negli ultimi anni, così per Zimbalam applichiamo lo stesso metodo e non sentiamo la necessità di spostarci a Milano. Il digitale può stare ovunque”.

Visto che con il digitale tutto è possibile, gli emergenti possono fare da soli i ‘distributori’ o hanno bisogno di Zimbalam?
“Purtroppo chi è senza contratto non può firmare con i negozi musicali, spesso si rifiutano anche di firmare con le piccole etichette perché, può sembrare strano, ma le spese amministrative sono molto alte e aprire un account per un nuovo progetto a volte non vale la pena. Insomma, il 99% dei siti non ammettono i ‘giovani’”.

Voi invece, oltre a distribuirli, li aiutate anche nella promozione?
“La cosa che differisce Zimbalam da Believe è proprio questa. I migliori talenti saranno gestiti da noi anche dal punto di vista promozionale, gli metteremo accanto un A&R, un’agenzia di booking un ufficio stampa; qui ci sono le capacità finanziarie per investire e lo può fare solo chi sta in un mercato in forte crescita come la distribuzione digitale”.

Come saranno scelti i migliori artisti, dalle vendite o dalla qualità?
“Tenderemo a guardare più il lato artistico, ma conteranno molto anche i concerti, il successo tra il pubblico, la maturità professionale e, ovviamente, le vendite degli MP3”.

Zimbalam fa quindi un lavoro che sembrava oramai perduto, quello del discografico puro: ricerca e investe sul talento.

Ringraziando Fabrizio Galassi e gli amici di Kataweb Musica, vi ricordiamo che potete leggere l’intervista anche al seguente link, cliccando QUI. Non dimenticate, poi, di contatattarci sul nostro profilo profilo Facebook (Zimbalam Italia), Twitter (http://twitter.com/zimbalamIT) o qui sul blog:

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